2023
16 x 24 cm
192 pagine
Descrizione
Dal latino ยซin mezzo alle terreยป, il Mediterraneo evoca classicitร , contaminazioni e cieli azzurri sui quali proiettare un desiderio: quello di riuscire a catturare i tratti di unโidentitร comune. Se lo sguardo dello storico sembra smentire lโidea di mediterraneitร โ David Abulafia in questo volume lo definisce uno spazio frammentato, in cui anche nel passato lโincontro tra culture fu lโeccezione di alcune cittร cosmopolite e non la regola โ sono le Muse a esserne attratte. La vena malinconica e riflessiva dei canti evocata dal musicista turco Zรผlfรผ Livaneli, la proverbiale convivialitร e la celebrazione del tempo libero lodate da Matteo Nucci sono guardate con un misto di fascinazione e biasimo dai paesi a matrice protestante: la nobiltร del profilo greco dellโhomo mediterraneus puรฒ diventare in un attimo caricatura sprezzante sinonimo di lassismo e arretratezza culturale. Comunque lo si voglia definire, il Mediterraneo appare in crisi: trascurato dallโUnione europea che guarda alle coste nordafricane e levantine solo come minaccia e risorsa energetica, รจ il crocevia di una delle piรน grandi migrazioni della storia. Mentre ogni anno centinaia di milioni di vacanzieri sciamano verso i suoi lidi, come in uno specchio deformante centinaia di migliaia di persone affrontano un drammatico viaggio contrario per fuggire a guerre, persecuzioni e povertร . La strada liquida, come la chiamava Omero, รจ sempre piรน militarizzata, trafficata e inquinata, oltre che surriscaldata e sovrapescata. Visto dalle coste nordafricane, piรน che un Mare nostrum sembra un muro che divide il mondo arabo da quello europeo, fonte di divisione e non incrocio di culture. Sarebbe piรน saggio decantarne la varietร piรน che ricercarne una fuggevole identitร comune, ma forse la mediterraneitร non รจ altro che un sentimento, e come tale non vuole sentire ragioni. Nonostante tutto resta affascinante, rassicurante e consolatoria. Sulle sue coste la modernitร non attecchisce del tutto, il tempo scorre diversamente, e i popoli si parlano piรน che altrove. E se lโhomo mediterraneus dovesse ancora venire?








