Ballata di chi approva questo mondo

30,00

Albo illustrato serigrafico
Copia numerata
16×16
32 pagine con serigrafie a colori

Solo 2 pezzi disponibili

Descrizione

“Da allora ho detto sì a tutti, meglio vile che morto, solo per non cadere in quelle mani, ho approvato ciò che approvare non si deve”.
Una ballata dove la commistione fra comico e tragico, pagina dopo pagina, costruisce un catalogo di servile accondiscendenza al mondo.
In questa chiaroveggente ballata Brecht ci sprona a riflettere sulla nostra accettazione e collaborazione a un mondo che è sul punto di “decapitare l’umanità”. Ogni suo verso, caustico e tagliente, punta ad essere strumento di persuasione e specchio ironico dei nostri innumerevoli sì al mondo così come ai poteri che lo governano. Una ballata in cui sembra scomparire la possibilità del non accetto, non collaboro. Il narratore è infatti un cinico opportunista che accetta con assoluta serenità ingiustizie, soprusi e violenze e chi le compie, di fatto, vilmente, collaborandovi. Alla fine non si potrà fare a meno di domandarci quanto gli somigliamo.

Anticonformista e radicale fin dall’infanzia. L’intervento del padre e del suo professore di religione evitò la sua espulsione dal collegio. Bertolt Brecht fu anticonformista, provocatore e innovatore. I suoi primi poemi, pubblicati quando aveva appena sedici anni, erano poemi pornografici con vagabondi e prostitute come protagonisti. Promosse il “teatro epico” che segnò la rottura con il realismo tradizionale. Poeta, regista teatrale e uno dei drammaturghi e poeti lirici in lingua tedesca più influenti del XX secolo. Nella sua opera la letteratura e la politica sono stati indissolubili. Proibite le sue opere e perseguitato dal nazismo, fuggì in esilio nel 1937. Visse inizialmente in Danimarca, Svezia e Finlandia e a partire del 1941, negli Stati Uniti, dove i suoi copioni furono rifiutati dai grandi produttori di Hollywood. Osteggiato dal Comitato per le Attività Antiamericane fuggì in Svizzera con l’intenzione poi di rientrare in Germania. Stabilitosi definitivamente a Berlino Est, fondò insieme alla sua seconda moglie, l’attrice Helene Weigel, la compagnia di teatro Berliner Ensamble. Le sue poesie, come questa Ballata sull’approvazione del mondo, condensano le sue denunce e accuse ed esprimono il suo carattere anticonformista, radicale, provocatore e rivoluzionario. E’ infatti soprattutto nelle Poesie Politiche, che Brecht trasforma ogni verso in strumento di lotta e di persuasione, al servizio di una società libera e democratica.

“L’illustrazione non è decorazione: come tutte le discipline artistiche deve avere una rilevanza sociale e portare al dibattito”, commentava Henning Wagenbreth in una recente intervista. Anche se tra i tanti suoi riconoscimenti spicca il primo premio del “The Goldene Letter” nella categoria “I libri più belli del mondo” con “La luna e la stella del mattino”, questo artista radicato a Berlino ha sempre privilegiato la comunicazione prima dell’estetica. La sua opera grafica si è plasmata in numerosi libri, stampe, manifesti e murales e si caratterizza per la fusione di stili e tecniche: nutriti tanto dell’underground che dell’arte illustrativa dell’Europa dell’Est, come l’espressionismo e le xilografie di Frans Masareel. Così come altri rappresentanti dell’avanguardia del fumetto tedesco, trovò con la rivista RAW di Art Spiegelman riconoscimento internazionale. Tra i più interessanti e originali illustratori europei, ha fatto scuola. Anche letteralmente. Insegna infatti Visual Communication presso la prestigiosa “Universität der Künste” di Berlino.

 

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Ballata di chi approva questo mondo

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