L’albergo della lontananza / La estancia de la lejanía

L’albergo della lontananza / La estancia de la lejanía

L’albergo della lontananza / La estancia de la lejanía

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9 – 30 marzo 2024

Inaugurazione e talk di presentazione: sabato 9 marzo, ore 18:30-21:00

Siamo lieti di ospitare la prima mostra personale in Italia della fotografa Federica Mambrini, vincitrice della 12ª edizione di Italian Council (sezione Sviluppo dei talenti) promosso dal Ministero della Cultura.

Il progetto si sviluppa tra Italia e Cile e si basa su alcune situazioni architettoniche che sono state studiate o create appositamente per definire i limiti che la fotografia e l’architettura hanno rispetto alle tematiche della traduzione e della distanza.

Uno spazio intermedio è, per definizione, ciò che si trova nel mezzo tra varie possibilità. Quando elementi diversi entrano in contatto tra di loro, si influenzano reciprocamente e si sovrappongono, creando nuove forme ibride. La traduzione non è altro che uno di questi processi, dove, in base alle diverse contaminazioni, si creano espressioni e comprensioni uniche.

Come si può trovare ciò che sta in mezzo tra due cose? È possibile rappresentare l’invisibile? Come possono stare insieme due persone se vivono in due emisferi diversi del mondo? È possibile costruire un ponte tra due luoghi? Cosa succede quando si traduce da una lingua all’altra, può essere considerato esso stesso un ponte? E se ci perdessimo nel mezzo della traduzione? In che termini la distanza aggiunge o sottrae qualcosa?

Le situazioni in mostra sono cinque.

La prima situazione tratta della progettazione e della costruzione di un ponte, resa possibile grazie ad una collaborazione interoceanica. Il ponte è quella struttura fondamentale di collegamento tra due punti; cosa significa attraversare un ponte e passare da un lato all’altro? Cosa succede se la struttura inizia a traballare o è costituita di un materiale estremamente fragile? È possibile creare un ponte tra due continenti?

La seconda situazione parla di due luoghi molto distanti tra loro, ma estremamente simili, sia nell’architettura che li compone sia nella storia e nella politica che li caratterizza. I due luoghi sono Piazza Unità d’Italia a Trieste e Plaza Sotomayor a Valparaíso. Come posso ingannare la mia percezione e sentire di essere in un luogo lontano da dove mi trovo? Come le prospettive influenzano la mia percezione?

La terza situazione si sviluppa in un luogo molto piccolo, all’interno di un museo, dove non è più possibile distinguere la realtà dalla finzione a causa dell’enorme quantità di riproduzioni che si possono trovare nella stanza. Questo luogo è la Sala Parque Nacional La Campana all’interno del Museo de Historia Natural de Valparaíso. E se ci fosse un errore di traduzione in ciò che sto vedendo? Quando fotografo qualcosa, fotografo sempre un oggetto e qualcos’altro, cos’è questo qualcos’altro?

La quarta situazione è un dispositivo cinematografico, ovvero un flipbook, basato sul fenomeno ottico della persistenza della visione, che rappresenta l’esatto momento quando due persone si toccano tra di loro. Il contesto è la mitica cupola progettata da Dante Bini che si affaccia sul mar Tirreno, che è stata nido d’amore di Michelangelo Antonioni e Monica Vitti negli anni ‘80; cosa succede se tutto d’un tratto la distanza viene azzerata con un bacio? Un libro può essere considerato uno strumento per percorrere grandi distanze in poco tempo?

La quinta e ultima situazione è ambientata nel deserto, uno dei luoghi dove è difficile porre dei limiti e definire le distanze. Lauger fu il primo a teorizzare l’archetipo della Capanna Primitiva come matrice generatrice di ogni architettura. Per le comunità del deserto, casa è ovunque dove ci sia un tetto ed un focolare intorno al quale riunirsi. Si può considerare quindi la capanna il luogo dell’incontro? Le comunità indigene dei Likan Antai che vivono al lato di Tulor, uno dei siti archeologici più antichi del nord del Cile, hanno coniato un termine per definire l’unione di due parti. La guarnija non rappresenta solamente la somma delle due parti ma una nuova entità misteriosa che le sublima; cosa succede quando queste due parti si uniscono e si contaminano tra di loro?

Federica Mambrini (1994) vive e lavora tra Mantova, Milano e Torino.
Si è laureata in Architettura e ha frequentato il Master in Fotografia allo IUAV di Venezia. La sua ricerca visiva ruota attorno ad alcuni tentativi volti a destabilizzare e sabotare equilibri, pesi e tensioni, utilizzando un approccio interdisciplinare. Proviene da un background architettonico ed è interessata a tutto ciò che è costruito, da costruire o da decostruire. Ha esposto al festival Diecixdieci di Gonzaga (2021), a Lunigiana Land art di Fosdinovo (2022), alla residenza artistica Falìa in Valcamonica (2022), alla residenza artistica Medienfrische in Austria (2023). Il suo primo progetto di ricerca, Come costruire un castello di carte, è stato pubblicato a Novembre 2022 da Giostre Edizioni. Nel 2023 lo stesso progetto è stato inserito nella shortlist del Fiebre Photobook Festival. Nel 2023 è stata selezionata tra gli artisti emergenti per l’Italian Council. Nello stesso anno ha partecipato alla residenza artistica internazionale La Wayaka Current nel deserto di Atacama. Tra Novembre 2023 e Gennaio 2024 ho esposto il suo ultimo progetto a Valparaiso (Cile) tra il MHNV e il Parque Cultural de Valparaíso.

Allestimento Paolo Cremonesi
Design Bunker

Il progetto è realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito di Italian Council (12a edizione, 2023), il programma di promozione internazionale dell’arte contemporanea
italiana.


 

Data e ora

09/03/2024 @ 18:30 to
30/03/2024 @ 21:00
 

Tipologie di evento

 

Categoria dell'evento