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Performance – WHERE DOES THE WHITE GO

Performance – WHERE DOES THE WHITE GO

venerdì 24 marzo da Mutty il fotografo Piergiorgio Casotti presenta il suo ultimo progetto “Where does the white go”, insieme alla danzatrice contemporanea Sarah Lisette Chiesa e la musica dal vivo di Luciano Bosi.

  • Quando: 24/3/2017, 20:30 - 22:00.

Esplorazioni sensoriali di un libro con Piergiorgio Casotti, Sarah Lisette Chiesa e Luciano Bosi

Piergiorgio Casotti (Reggio Emilia, 1972) è un fotografo da sempre attratto dalle dinamiche delle società del mondo che cerca di esplorare in prima persona, intimamente. Ciò che fotografa ha sempre qualcosa a che fare con se stesso.
Il suo ultimo lavoro “Where does the white go”, uscito a gennaio 2017, è un censimento fotografico degli abitanti che resistono nelle piccole frazioni del crinale reggiano e insieme, un attraversamento personale e silenzioso del paesaggio, un omaggio alla montagna, una meditazione sulla lenta mutazione sociale e culturale del territorio, da cui lui stesso proviene. I volti svaniscono, le immagini si offuscano, le storie si tramandano di bocca in bocca per diventare spesso leggende o surreali vicende. L’omaggio di Piergiorgio Casotti alla montagna è un omaggio al (suo) silenzio. Un silenzio che lascia incontaminati dalle interferenze sonore, dal “rumore bianco” della società umana; un’assenza che trasforma la nostra prospettiva e ci riporta alle nostre percezioni primordiali.La serata prevede una performance iniziale durante la quale verranno interpretati alcuni brani del nuovo libro di Piergiorgio Casotti con immagini sonorizzate dal vivo. Il processo fisico dello scatto fotografico sarà ricreato in danza attraverso il corpo di Sarah Lisette Chiesa, danzatrice contemporanea, e accompagnato dalla musica di Luciano Bosi.
WHERE DOES THE WHITE GO
di Piergiorgio Casotti
autoprodotto, 2016
book design: Fiorenza Pinna
testi: Mario Vighi e Silvano Scaruffi
112 pagine, 67 immagini
stampa Offset duotone BW su Munken Pure 120 gr.
italiano e inglesewhere_does_the_white_go_mutty

 

Piergiorgio Casotti
Nato nel 1972 e laureato in Economia, è da sempre attratto dalle dinamiche degli esseri umani; utilizza la fotografia come mezzo per esplorare sé stesso e il mondo. Autore di progetti che uniscono testo, video, immagini e musica, utilizza varie forme artistiche proprio per esprimere la complessità del reale. Determinato a superare il concetto di “bello” o “brutto”, va alla ricerca di immagini che possano essere “vissute”, non solo “guardate”. Rompe gli schemi, allarga gli orizzonti, racconta storie, stati mentali ed esperienze che attraverso il linguaggio della fotografia graffiano la superficie delle cose, cercando – e a volte rivelando – ciò che l’occhio non vede. Tra i suoi lavori più conosciuti, “Sometimes I Cannot Smile” (autoprodotto, 2013), una lettura intima e personale del mondo giovanile della comunità Inuit che abita la costa orientale della Groenlandia. Il lavoro è diventato anche un documentario dal titolo “Arctic Spleen”.

Sarah Lisette Chiesa.
Artista/danzatrice originaria di New York, vive e lavora a Reggio Emilia. Ha frequentato il North Carolina School of the Arts e ha ottenuto il Bachelor of Fine Arts in Performance al Purchase College. Sarah ha lavorato come ballerina professionista con Kazuko Hirabyashi, Sidra Bell, Naomie la France, Sue Bernhard, Stefan Dreher, Hubert Lepka, Franca Ferrari ed è stata ballerina per Shen Wei Dance Arts continuativamente dal 2008 al 2013. Ha presentato le sue coreografie, installazioni e video in Italia allo Spazio Gerra, Expo Triennale di Milano, Fotografia Europea, Rimini Live Festival e al Teatro San Prospero. Ha presentato i suoi lavori personali a Brooklyn, New York, Rosendale, Manhattan, Montreal, Salisburgo e in Cile. Attualmente sta lavorando con il compositore Yuval Avital e continuando la sua ricerca e la creazione di un nuovo “solo” che sarà presentato in anteprima nell’autunno del 2017.

Luciano Bosi.
Percussionista, organologo, etnomusicologo e didatta. Predilige operare in modo multidisciplinare e divergente, sconfinando dall’ambito strettamente musicale. Rivolge la sua ricerca e produzione artistica anche verso altre forme espressive, come la danza e il teatro, rafforzando l’interazione tra corpi narranti e suoni evocativi. Dall’urgenza di valorizzare e preservare le diversità culturali ancora presenti, a dispetto della globalizzazione, nasce il suo progetto “Quale percussione?”, una collezione di oltre 3.000 strumenti a percussione provenienti da tutto il mondo conservati nel Museolaboratorio di Modena, un viaggio tra le sonorità e le radici culturali dei vari popoli della terra.



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