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M.A.P.S. di Marco Facchetti

M.A.P.S. di Marco Facchetti

In mostra, fino al 30 di agosto, le tavole originali del progetto M.A.P.S. – Mental Abstraction Positining System di Marco Facchetti.

  • Quando: 9/7/2016 - 30/8/2016, Tutto il giorno.
  • Dove: mutty temporary bookshop, a castagneto carducci in piazza del popolo .

Sabato 9 luglio al Mutty Temporary Bookshop (Castagneto Carducci) inaugura la mostra M.A.P.S di Marco Facchetti.
A cura di Giulia Giazzoli 

In mostra, fino al 30 di agosto, le tavole originali del progetto M.A.P.S. – Mental Abstraction Positining System.
Il libro, edito da Krisis Publishing, sarà disponibile.

Un’intervista all’artista

Come e quando è nato il progetto di M.A.P.S?

Penso che esista uno spazio e un tempo giusto per ogni cosa. Sono quattro gli elementi che trovandosi nello stesso spazio allo stesso tempo hanno dato vita al progetto M.A.P.S. Ho sempre avuto un interesse particolare per mappe e cartine geografiche in generale. Mi piace godere di una visuale allargata. Per la stessa ragione adoro osservare un paesaggio da un punto di vista sopraelevato (montagna, torre, grattacielo,..) e lasciare che lo sguardo corra in ogni direzione. Penso si tratti di una forma di controllo, inteso come conoscenza e non come possessione/sottomissione. Allo stesso tempo la considero come astrazione, sia fisica che mentale. Mi interessa il linguaggio tipico delle mappe che definisce percorsi, altitudini e profondità, latitudini e longitudini. Sono affascinato dai colori e dal loro significato che è comunque parte integrante della comunicazione caratteristica delle cartine geografiche. Parallelamente ho sviluppato un certo interesse (per i timbri) e per la stampa. Non solo sono affascinato dal processo di stampa, ma anche dagli oggetti coinvolti in tale processo, come timbri, caratteri mobili, tamponi e inchiostri.
Il terzo elemento è uno spiccato interesse per il paesaggio. E per paesaggio intendo qualsiasi paesaggio a qualsiasi scala. Il primo ad introdurmi a questo fantastico mondo è stato mio nonno materno. Ho passato la maggior parte della mia infanzia, nei periodi estivi, nel suo orto in Toscana. Un orto tenuto come fosse un salotto. Ricordo la sua attenzione per i dettagli, la cura a partire dalla semina fino alla raccolta, gli odori e i colori, le forme definite dalle stagioni. Prima di intraprendere studi specifici nel settore ho lavorato in diverse occasioni come giardiniere. Questo ha rappresentato un secondo passo verso il paesaggio, gli elementi e soprattutto i tempi che lo caratterizzano. A quel punto, volendo saperne di più, ho deciso di frequentare prima il corso di laurea triennale di Architettura del Paesaggio a Genova e successivamente il Master in Landscape Architecture nel Regno Unito. Il quarto e ultimo tassello è definito dal mio particolare interesse per il surreale, ovvero tutto ciò che in un qualche modo va oltre la dimensione del reale evocando quello che può essere il regno dell’inconscio coinvolgendo sensazioni, emozioni, sogni, desideri e così via.
Il progetto M.A.P.S. è nato circa due anni fa quando questi quattro elementi, raggiunto il loro ‘periodo di maturazione’, si sono trovati in armonia. La spinta ultima è arrivata da una giovane artista bresciana, Sara Ambrosini, e in particolare da una sua esposizione che ho visitato a Sarnico nell’estate 2014. Le opere esposte avevano come fulcro il paesaggio ed alcune di esse rappresentavano, attraverso collages fotografici e interventi a matita, ipotetici percorsi e tracciati.

Quanto hanno inciso i tuoi studi di Architettura del paesaggio nella definizione del progetto?

Gli studi di Architettura del paesaggio, soprattutto quelli svolti durante il Master a Writtle, hanno svolto un ruolo fondamentale. Lo studio della teoria del paesaggio, la percezione dello stesso e dei sistemi ecologici sono tutt’ora presenti nei miei lavori e nelle mie ricerche. Concetti come ‘limite/confine’, la transizione tra diverse scale di lettura (macro/micro), resistenza e resilienza, il concetto di tempo inteso come alleato nell’osservazione e comprensione del paesaggio, la percezione dello spazio e il significato che oggetti e persone assumono in un determinato luogo, l’identità e il carattere tipico di ogni singolo paesaggio, gettano le fondamenta di ogni opera che produco.
Sono molte le figure che fungono da ispirazione per il mio lavoro. Architetti e teorici del paesaggio come James Corner, Marc Treib, J. B. Jackson, Cristophe Girot, Elizabeth Meyer, Denis Cosgrove, Laurie Olin, Gilles Clément, Kevin Lynch e Bernard Lassus, per citarne alcuni.
Tra tutti devo senza dubbio riconoscere il ruolo fondamentale e l’influenza che Jeff Logsdon (autore della presentazione del libro M.A.P.S. e mio docente al Writtle College) ha avuto e tutt’ora esercita su di me. Conosco Jeff da circa sette anni e da subito è stato in grado di mettermi a mio agio e di parlare direttamente alla mia anima. Devo a lui il mio più profondo e sincero interesse e passione verso il paesaggio. Lui mi ha aperto gli occhi sulla magia che ogni singolo paesaggio è in grado di sprigionare, sui fenomeni che si celano nelle sue forme. A lui sono grato per avermi insegnato ad ‘atterrare’ nel paesaggio, a percepirlo non solo attraverso i cinque sensi, ma a sentirlo su ogni strato della mia anima.

Qual è il processo creativo attraverso il quale passi da immagini descrittive a immagini astratte?

Il processo che porta alla creazione della serie M.A.P.S. ha inizio con un viaggio virtuale attraverso confini naturali e artificiali del pianeta. Attraverso software in grado di generare immagini satellitari come Google Earth è possibile visualizzare e selezionare alcuni paesaggi particolarmente affascinanti per il modo in cui forme e colori si combinano. Successivamente le immagini vengono sintetizzate eliminando tutti i colori e mettendo in risalto alcune linee a scapito di altre. Il risultato viene quindi stampato su una carta porosa dove un primo strato d’acquarello spinge il paesaggio ritratto verso nuove dimensioni e scale diverse. A questo punto le porzioni di territorio considerate, da immagini descrittive evolvono in immagini astratte, dando vita a scenari inediti. Reintroducendo e giocando con forme e colori i nuovi paesaggi prendono silenziosamente direzioni diverse. Possono appartenere ad ambiti differenti (a una differente scala) -come il fondo di una tazza di caffè- così come ad una particolare sensazione -il suono di una tromba e l’atmosfera che è in grado di creare. Si tratta sempre di paesaggi -o meglio di rappresentazioni di paesaggi- ed è per questo motivo che la simbologia convenzionale delle mappe, come griglie, scale, unità di misura, parole e numeri, ritorna come secondo e ultimo strato.

Dove hai imparato ad usare l’acquerello?

Per un lungo periodo ho avuto difficoltà a relazionarmi con la tecnica ad acquarello. A causa della sua particolare caratteristica di semitrasparenza l’ho spesso percepito come un processo a senso unico, nel quale ogni errore non poteva essere riparato se non applicando un denso strato di colore scuro che andasse a coprire il precedente. Una volta terminato il liceo artistico ho lavorato come apprendista presso lo studio di un pittore clarense di nome Giovanni Repossi. È stato lui ad avvicinarmi all’acquarello donandomi una differente prospettiva. Subito sono rimasto affascinato dalle sue composizioni figurative legate al paesaggio. La delicatezza e l’intensità delle sue opere mi hanno travolto e in un certo senso sconvolto. Ho speso parecchio tempo nella elaborazione di tavole composte unicamente da griglie dove sperimentavo, sotto la sua supervisione, la sovrapposizione di due o più strati di colore per capirne gli intrecci, le sfumature e la magia dell’imprevisto (che spesso dipende dalla gravità e dalla tensione superficiale). Successivamente ho applicato la tecnica ad acquarello nella realizzazione di paesaggi più o meno realistici con particolare interesse alla profondità di campo e ai toni delicati dei cieli, soprattutto in relazione ai momenti di mezzo (alba e tramonto).


9 luglio – 30 agosto 2016

website Marco Facchetti www.marcofacchettiart.com

Libro disponibile presso Mutty Temporary Bookshop:
M.A.P.S, A project by Marco Facchetti
,
Krisis Publishing edition,
2016
Prezzo 20€

22 pezzi
acquerello, inchiostro e matita su carta
dimensioni variabili